Nuova legge fallimentare

Sezione III - Massimari di giurisprudenza

 

LEGGE FALLIMENTARE - TESTO A FRONTE

(*con massime di giurisprudenza)

 

 

art. 97 <

Indice

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Testo storico

D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5
 

D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169

Art. 98

Opposizione dei creditori esclusi o ammessi con riserva

 

I creditori esclusi o ammessi con riserva possono fare opposizione, entro 15 giorni dal deposito dello stato passivo in cancelleria, presentando ricorso al giudice delegato (1).

Il giudice fissa con decreto l'udienza in cui tutti i creditori opponenti e il curatore devono comparire avanti a lui, nonché il termine per la notificazione al curatore del ricorso e del decreto (2).

Almeno cinque giorni prima dell'udienza i creditori devono costituirsi. Se il creditore non si costituisce, l'opposizione si reputa abbandonata.

Possono intervenire in causa gli altri creditori.

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(1) C. cost. 16 aprile 1986, n. 102, ha dich. l'illeg. cost. del comma, ove stabilisce che i creditori esclusi o ammessi con riserva possono fare opposizione entro quindici giorni dal deposito dello stato passivo anziché dalla data di ricezione delle raccomandate con avviso di ricevimento con le quali il curatore deve dare notizia dell'avvenuto deposito ai creditori che hanno presentato domanda di ammissione al passivo.

(2) C. cost. 24 aprile 1986, n. 120, ha dich. l'illeg. cost. del comma, ove non prevede nei confronti del creditore opponente la comunicazione, almeno quindici giorni prima della udienza di comparizione, del decreto ivi indicato, comunicazione dalla quale decorre il termine per la notificazione di esso al curatore.

 

Art. 98

Impugnazioni (1)

 

 

Contro il decreto che rende esecutivo lo stato passivo può essere proposta opposizione, impugnazione dei crediti ammessi o revocazione.

Con l’opposizione il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili contestano che la propria domanda sia stata accolta in parte o sia stata respinta; l’opposizione è proposta nei confronti del curatore.

Con l’impugnazione il curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili contestano che la domanda di un creditore o di altro concorrente sia stata accolta; l’impugnazione è rivolta nei confronti del creditore concorrente, la cui domanda è stata accolta. Al procedimento partecipa anche il curatore.

Con la revocazione il curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili, decorsi i termini per la proposizione della opposizione o della impugnazione, possono chiedere che il provvedimento di accoglimento o di rigetto vengano revocati se si scopre che essi sono stati determinati da falsità, dolo, errore essenziale di fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile. La revocazione è proposta nei confronti del creditore concorrente, la cui domanda è stata accolta, ovvero nei confronti del curatore quando la domanda è stata respinta. Nel primo caso, al procedimento partecipa il curatore.

Gli errori materiali contenuti nello stato passivo sono corretti con decreto del giudice delegato su istanza del creditore o del curatore, sentito il curatore o la parte interessata.

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(1) Articolo sostituito dall’art. 83 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, pubb. in Gazz. Uff. n. 91 del 16 gennaio 2006.

 

 

   Giurisprudenza                      


Fallimento – Stato passivo - Revocazione di crediti ammessi – Mancata conoscenza di documenti decisivi non prodotti per causa non imputabile – Documenti già in possesso del curatore dall’inizio della procedura – Infondatezza.

Mentre, nel regime previgente la riforma, la revocazione era accoglibile per il solo fatto del ritrovamento di documenti decisivi, tanto che l’ammissibilità del rimedio straordinario dipendeva dal solo fatto dell’astratta idoneità dei documenti rinvenuti a determinare una modificazione del provvedimento impugnato in senso favorevole alla parte ricorrente e dalla circostanza che quest’ultima ne avesse ignorato l’esistenza, ora, la nuova disciplina dettata dalla riforma richiede invece che l’omessa tempestiva produzione del documento sia dipesa da causa non imputabile alla parte che propone l’impugnazione. (Nel caso di specie, il tribunale ha respinto il ricorso per revocazione proposto dal curatore e fondato sull’esistenza di un documento in possesso del curatore sin dall’inizio della procedura) Tribunale Milano 23 aprile 2008 .


Opposizione a stato passivo ex art. 98 l.f. nel testo previgente - Eccezioni in senso stretto sollevate dal curatore - Onere di formale costituzione - Necessità

Essendo il giudizio introdotto ex artt. 98 e segg. l.f. lo sviluppo in sede contenziosa, a cognizione piena e con rito conforme a quello ordinario - fatta esclusione per la parte introduttiva - della fase di accertamento dei crediti,  il curatore ove intenda far valere eccezioni in senso stretto (nella specie di prescrizione) ha l'onere di costituirsi formalmente in tale giudizio, non essendo sufficiente avere prospettato la questione in sede di verifica dello stato passivo. Tribunale Mantova 23 agosto 2007 .


Fallimento – Stato passivo - Opposizione – Costituzione oltre 5 gg. prima dell’udienza – Termine perentorio - Abbandono della domanda – Presunzione assoluta (art. 98 l.f.).

Il mancato rispetto del termine perentorio di 5 gg. prima dell’udienza di cui all’art. 98 l.f., per la costituzione in giudizio del creditore, comporta l’abbandono della domanda, che si presume in via assoluta, senza possibilità di dimostrare il contrario neppure con eventuali altri comportamenti concludenti in senso opposto a quello presunto.  Tribunale Vicenza 28 settembre 2006 .


Fallimento – Stato passivo - Opposizione – Costituzione – Formalità – Presentazione della nota d’iscrizione a ruolo – Non necessità – Formalità ex art. 165 c.p.c. - Sufficienza (artt. 98 l.f., 165 c.p.c.). 

Per la costituzione in giudizio è sufficiente il deposito in cancelleria del fascicolo di parte contenente il ricorso notificato nonché la procura e tutti i documenti offerti in comunicazione, e non è affatto necessaria la presentazione della nota di iscrizione a ruolo, in quanto il rapporto attore-giudice è già instaurato con l’iniziale deposito del ricorso. Tribunale Vicenza 28 settembre 2006 .


Fallimento – Stato passivo - Opposizione – Tardiva costituzione – Raggiungimento dello scopo –Non applicabilità (artt. 98 l.f., 156 c.p.c.). 

Nel caso in cui l’opponente si costituisca in udienza, non può invocarsi il principio sancito dall’art. 156 c.p.c. - di non rilevabilità della nullità di un atto per avvenuto raggiungimento dello scopo - che attiene esclusivamente alle ipotesi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori, per i quali siano state dettate apposite o separate disposizioni.  Tribunale Vicenza 28 settembre 2006 .


Fallimento – Stato passivo - Opposizione – Tardiva costituzione – Improcedibilità – Nuova domanda tardiva – Inammissibilità (artt. 98, 101 l.f.). 

L’improcedibilità dell’opposizione comporta non solo l’estinzione del giudizio primieramente iniziato, ma anche la decadenza dalla possibilità di riproporre la stessa domanda una seconda volta. Tribunale Vicenza 28 settembre 2006 .

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